Riassunto di Aristotele

Alvaro Santos

Professore di Filosofia

«Qui ti lascio una guida base per conoscere, in sintesi, i concetti più importanti di Aristotele, la sua opera e la sua eredità. Un modo veloce per avvicinarsi a uno dei filosofi più influenti della storia ».

Alvaro Santos

Professore di Filosofia

«Qui ti lascio una guida base per conoscere, in sintesi, i concetti più importanti di Aristotele, la sua opera e la sua eredità. Un modo veloce per avvicinarsi a uno dei filosofi più influenti della storia ».

In questo post parleremo di Aristotele, affrontando vari aspetti.

Biografia di Aristotele

Aristoóteles era un filósofo grigioego y uno de dei mcome importantees y menoacados penneadminerali de la formicaigüedad. Nació en EstagIRA en el ano 384 a.C. y era discoíptesta de Platsu. daipués de la mUERte de Platsu, aristocraticoóteles fondoó su puntelloia escuela, el Lghiaccioo, en Acarnagioneas. Tuttií enseñó durante aPROximadAmente 12 años formicaes de trasragazzoculo a Il nostro ilEnes. Tuttií esccostolaió la sindacoed de loro obras, che abarcoaron dellade la lógica y la filosofed hasta la biologoed y la astronomed. Loro idee tuvieron una enormementee influenzagomma en la cultoura occidentico, y su penneamienteo ejerció una grande influenzagomma en la filosofed, la ciencia y la poloítica. Ftuttició en el ano 322 a.C. en Calcis.

Opere eccezionali

Le obras mcome menoactuple de aristocraticoóteles incluyin:

  • Ética a Nicómaco
  • La Fèica
  • Le Categorías
  • La Macerareóricco
  • Le Polaccoíticas
  • Le Conafísica
  • I Tratados de lógica
  • historia animaliIUM

Ademcome, esccostolaió varios tratados sobre biologoed, economiaed, poesed y astronomed. Su obra mcome importantee es probabilementoe la Ética a Nicómaco, una obra de morale y filosofed eica che abparolea haas como el bien, el deber y la feroceicnità. Esta obra ha sido AMPLio sonoanatra èUDIada y discoutida a lo grandeo de la storicoia.

Legacy

Aristotele definirà natura o physis come ciò che è dotato di movimento proprio. Differenziarà le cose naturali dalle cose artificiali, dicendo che le prime hanno un loro movimento interno e le seconde, invece, non hanno un movimento proprio, ma questo è dato loro da un agente esterno. Lo studio della natura, della physis o, ciò che è lo stesso, degli esseri che hanno movimento, sarà fisica. Studiando il movimento scopriamo che c'è sempre un punto di partenza e un punto di destinazione, cioè un oggetto è in un posto e capita di trovarsi in un altro posto, occupando un nuovo spazio.

Aristotele introduce i concetti fondamentali di atto e potenza. Per capirli è meglio vederlo con un esempio. Possiamo prendere un seme, questo è un seme attuale, in questo momento, ma può diventare un albero, quindi possiamo affermare che è un albero potenziale, perché può diventare un albero. In questo modo il potere è ciò che le cose possono diventare, ma non sono ancora. Secondo il filosofo, tutti gli esseri sono in procinto di aggiornarsi, di diventare un atto, cioè di diventare ciò che realmente sono. Stando così le cose, possiamo affermare che la natura si comporta teleologicamente, tende cioè verso un fine.

Lo stagirita farà una classificazione dei tipi di cambiamento, da un lato ci sono cambiamenti accidentali, che sono quelli che gli esseri naturali subiscono ma non alterano la loro essenza, e dall'altro ci sono cambiamenti sostanziali, che alterano l'essenza delle cose, distruggendole o generandone una nuova. All'interno dei cambiamenti accidentali possiamo distinguere i cambiamenti locali, che sono quelli che si verificano quando un essere si sposta da un luogo a un altro. Cambiamenti qualitativi, che sono quelli in cui alcune delle proprietà fondamentali di un essere vengono alterate. Infine, tra i cambiamenti accidentali troviamo i cambiamenti quantitativi, che si riferiscono a cambiamenti nelle dimensioni o nelle dimensioni degli esseri.

Pensiero filosofico

Aristoóteles era un penneamore filosófico importantee. Su penneamienteo se centroó en el con ocimienteo, la nAturdiza de la di rosenità y la eica. Afimmaneó che el con ocimienteo se adquired a TRAvés de la esperienzacia y la osservareacisu, y che la di rosenità istia compuquesto de sostentamentoancias materialees, moduloas y principioios. da ocredendo lrumore, difendereió la eica como una moduloa de vida che se alpuòzaba a TRAvés de la virtud, el placer y la búsqueda de la feroceicnità.

teoria ilomorfa

Aristotele afferma che tutte le cose hanno una sostanza e questa è costituita da materia e forma. Questa è nota come teoria ilemorfica, hile (materia) – morph (forma). Ogni essere o cosa sarà sempre costituito da materia e questa materia dovrà essere informata. Ad esempio, un tavolo è fatto di legno (materia) e di una forma (forma di tavolo).

Causalità

Aristotele sostiene che ogni movimento deve avere una causa, cioè sarà causato da qualcosa. I tipi di causa sono: efficiente, materiale, finale e formale. Il filosofo afferma che, se ogni movimento ha una causa, cioè tutto ciò che si muove deve essere mosso da qualcosa, in questo senso introdurrà l'idea del primo motore. Cioè se alcune cose vengono mosse da altre, un po' come i pezzi di un domino che cadono spinti da quello precedente, in qualche modo ci deve essere un primo motore originario che non viene mosso da nessuno, cioè si muove ma non è mosso, è un primo motore immobile.

Alma

Mentre per Platone l'anima era un'entità di natura immortale separata dal corpo, per Aristotele corpo e anima sono due attributi della stessa realtà, l'essere umano. L'anima è il principio della vita ed è legata al corpo, se muore il corpo, muore anche l'anima. Per Aristotele non esiste il mondo delle idee né l'immortalità dell'anima. Seguendo questa linea difenderà che le essenze delle cose non esistono in un mondo separato, ma piuttosto che l'essenza delle cose si spiega con la teoria ilemorfica. Difende che non dovremmo cercare l'idea di buoni, ma di uomini buoni, non l'idea di un cavallo, ma i cavalli specifici che esistono, allo stesso modo non dovremmo cercare la giustizia ma solo gli uomini. Per conoscere non dobbiamo usare solo l'intelligenza, ma anche i nostri sensi.

Etica

Aristotele presenta la sua teoria etica nell'Etica Nicomachea, dove affronta la questione del bene supremo a cui tutti gli esseri tendono. Giunge alla conclusione che questo fine è la felicità. Da qui, si propone di scoprire in cosa consista la felicità. Arriva alla conclusione che, se gli esseri tendono a ciò che sono, allora la felicità umana risiede nello sviluppo della ragione, che è ciò che ci rende veramente umani. Per raggiungere questo obiettivo, è necessaria la coltivazione delle virtù. Alcune delle principali virtù di cui parla sono la temperanza, la giustizia, il coraggio e la saggezza. L'armonia o il giusto equilibrio tra queste si raggiunge attraverso la prudenza, che permette lo sviluppo delle virtù etiche o morali.

Si parlerà anche delle virtù intellettuali o dianoetiche, che sono quelle che si acquisiscono attraverso l'insegnamento, quelle dell'arte e della scienza. Aristotele ci parlerà anche della giustizia, intesa come principale virtù etica. Attraverso di essa deve essere effettuata una distribuzione giusta ed equilibrata dei beni materiali (giustizia distributiva) e, d'altro canto, deve essere equa l'applicazione delle sentenze a coloro che commettono crimini o delitti (giustizia commutativa).

Politica

Aristotele nella sua opera Politica affermava che l'uomo è un “animale politico”, un essere politico per natura, cioè non può non essere politico. Il filosofo passò in rassegna le diverse forme di governo come la monarchia, la tirannia, la democrazia, l'oligarchia o l'aristocrazia. Dirà della monarchia, del governo di un solo individuo, che è un sistema di governo valido finché non degenera in una tirannia in cui il monarca bada solo ai propri interessi. Dell'aristocrazia, il governo dei più preparati è valido purché non diventi oligarchia, cioè governo di pochi solo per pochi. La democrazia sarà un buon sistema finché non diventerà demagogia. Ha concluso che il miglior sistema di governo è un misto di oligarchia e democrazia, purché esista una classe media economicamente prospera. Dirà anche, come in etica, che quando si governa bisogna cercare l'armonia o la via di mezzo e che non dovrebbero governare né le classi più ricche né quelle più povere, allo stesso modo non dovrebbero governare nemmeno le posizioni più radicali o estreme prudenti e moderati.

influenze

Il pensiero di Aristotele avrà un'influenza notevole in tutta la storia della filosofia, ma questa influenza diventerà più evidente nella filosofia medievale, con pensatori come San Tommaso d'Aquino o Averroè. Quest’ultimo, di origine musulmana, introdusse in Europa il pensiero aristotelico. San Tommaso adatterà le idee di Aristotele al cristianesimo, in questo modo assocerà l'idea di Dio all'idea del primo motore immobile. Su trabessa sContinua così siendo pertinentee en la presentinità, y su gambarumore sContinua così siendo fuanatra de dibattito y de èudio.

¿Cuál era la relacisu de aristocraticoóteles con Platsu?

Aristoóteles era un discoíptesta de Platsu. conos comparteían una profpoi amèad y respeto mutuo, y aristocraticoóteles nonó alrossoedor de veinte años en la AcadEmia de Platsu. Aunche istian de acUERdo en moltios aspettoos, tambie carnagioneían alpistolaas difErencias de aprireisu. aristocraticoóteles dellaarrotolareó su puntelloia filosofed di cartone afèica, che se con oce como aristotelism, y èo contrastoaba con el penneamienteo platsuico. Peccato embargo, ambos comparteían el stessoo amor by el con ocimienteo y el dellaeo de discubrir la guardarepapà.

¿Cuál era la relacisu de aristocraticoóteles con Socrate?

Aristoóteles era un discoíptesta de SócrAtes. aristocraticoóteles era uno de dei discoípulos mcome menoacados, giugnoa con otros como Platsu y Xenofieri. Aprendió moltias de il idee de SócrAtes y il dellaarrotolareó per crear su puntelloia filosofed. aristocraticoóteles tambie era el Primer maestro de AleJandro Magno.

Commento testuale (Livello di selettività)

«Dopo questo dobbiamo considerare cos'è la virtù […] Ma bisogna dire non solo che è un abito, ma anche di che specie. Bisogna dire dunque che ogni virtù perfeziona la condizione di ciò di cui è virtù e fa sì che esegua bene la sua operazione; Ad esempio, l'eccellenza dell'occhio rende buono l'occhio e la sua funzione […]; Allo stesso modo, l'eccellenza del cavallo rende il cavallo buono e gli permette di correre, di portare il cavaliere e di affrontare i nemici. Se così è in ogni caso, la virtù dell'uomo sarà anche l'abito con il quale l'uomo diventa buono e con il quale esegue bene la sua funzione propria. Come ciò avvenga in parte lo abbiamo già detto; ma diventerà ancora più chiaro se consideriamo qual è la natura della virtù. In tutto ciò che è continuo e divisibile è possibile prendere più o meno o una quantità uguale, e questo dal punto di vista della cosa stessa o rispetto a noi; e lo stesso è una via di mezzo tra l'eccesso e il difetto. Chiamo termine medio della cosa ciò che è alla stessa distanza da entrambi gli estremi, e questo è uno e lo stesso per tutti; e relativamente a noi, per il quale non c'è né troppo né troppo poco, e questo non è né uno né lo stesso per tutti. […] Così ogni intenditore rifugge l’eccesso e il difetto, e cerca la via di mezzo e la preferisce; ma il termine medio non è della cosa, ma quello relativo a noi. […] Dunque la virtù è un termine medio, poiché indica il mezzo. Inoltre si può sbagliare in molti modi […], ma avere ragione solo in
UN. […]

La virtù è dunque un abito selettivo che consiste in un termine medio relativo a noi, determinato dalla ragione e da ciò con cui deciderebbe l'uomo prudente.

Etica Nicomachea, Libro II, 6 (Centro Studi Costituzionali, Madrid 1985, pp. 25-26).

Pubblica tag

ultimi post

Post correlato

Soggetti

Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti nulla!

I corsi per gli esami PCE 2027 sono appena iniziati, quindi non rimanete indietro...